LA GRANDE ESPOSIZIONE UNIVERSALE (2004)
Questo demo è il prodotto dell'ottima intesa che ha raggiunto la band a livello artistico. Infatti ci sono aspetti di continuità con il passato (la predilezione per la ricerca, la cura degli arrangiamenti) ma anche elementi nuovi.


Il risultato di quest'idea è un omaggio al modernismo di inizio secolo, come già si può evincere dal primo brano, La grande esposizione universale, dalla ritmica frizzante, seguita dall'esplosiva Fritto misto. Il terzo brano è Il trapianto di Cervello!, elegantissimo ed energico, che precede Dal fondo dello stagno, dove si ritrova l'anima funky della band. Chiude il disco Il fascino della decadenza, un affresco sfumato ma intenso della natura umana.

GRAND CARABS (2002)
Il terzo lavoro dei Grand Carabs è sicuramente il più "intimo" dei quattro. Infatti si contraddistingue per atmosfere più riflessive e arrangiamenti maggiormente scarni, sebbene le strutture rimangano, com'è tipico del gruppo, piuttosto originali. Le melodie sono più elaborate ed anche i testi esplorano aspetti più oscuri e controversi della realtà. E' un disco maturo, equilibrato, serio ma non serioso.


Il disco si apre con un tagliente brano dal retrogusto indie-rock, Leggere attentamente le avvertenze, seguito da La soffitta, una lenta ballata impreziosita da uno struggente assolo di sax. Il terzo brano è Borghese, brillante e intenso e infine Bradipo, una suite che mischia rock progressive e funky anni '70.

PERSONAGGI TOTALGLOBALI (2001)


E' la seconda auto-produzione dei Grand Carabs. Questo lavoro, composto da 8 pezzi inediti, si contraddistingue per un approccio più funky negli arrangiamenti e per una linea melodica più complessa, arricchita dall'utilizzo di raffinati controcanti. I testi, come si evince dal titolo, parlano di otto diversi "personaggi totalglobali", ed hanno un tono burlesco e provocatorio, in buon accordo con le strutture dei brani, che mischiano reggae e tarantella, discomusic e motivetti da carosello.

PLAGIO, MANIA E CONTAGIO (1997)
E' il primo demo dei Grand Carabs e contiene 6 brani inediti. Già da questo lavoro si può notare la vena sperimentale che caratterizza la band; infatti i brani, sebbene risentano in qualche modo dell'influenza "grunge", presentano strutture poco convenzionali ed una certa complessità a livello ritmico.


Il triste adolescente è probabilmente il brano più rappresentativo dei Grand Carabs di quel periodo.

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